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I Contratti di appalto pubblici – GDPR Privacy

CONSULENZA AZIENDALE, GDPR, News

I Contratti di appalto pubblici – GDPR Privacy

I Contratti di appalto pubblici – GDPR Privacy. Il General Data Protection Regulation (Reg. UE 679/2016) è divenuto definitivamente applicabile dallo scorso 25/05/2018. Il GDPR obbliga le organizzazioni a ripensare il proprio sistema di gestione dei dati; ciò che appare meno evidente è la necessità di analizzare tutti i contratti in essere con i propri fornitori.

Ogni qualvolta il rapporto con il fornitore implica un trattamento di dati, il contratto andrà verificato e aggiornato secondo le indicazioni del Reg. 679/2016. E’ evidente che nel corso di un rapporto di appalto, pubblico o privato, le parti possono trovarsi a gestire e trattare anche un gran numero di dati personali di terzi interessati (basti pensare anche ai soli dati anagrafici e di contatto dei dipendenti delle parti contrattuali che necessariamente queste si devono scambiare per rendere possibile la gestione del contratto e la prestazione di servizi o la vendita di beni oggetto del contratto).

Il tema del trattamento dei dati è dunque centrale e può comportare responsabilità, anche economiche, rilevanti, soprattutto alla luce delle novità introdotte dal Regolamento Europeo 679/2016.

Il GDPR stabilisce infatti contenuti puntuali che devono contraddistinguere e regolare i rapporti contrattuali tra il Titolare del dato e il soggetto esterno, data processor, incaricato della gestione dei dati, sia esso un fornitore tradizionale o un cloud service provider.

D’ora innanzi, dunque, nella negoziazione di questa tipologia di contratti occorrerà tenere conto anche delle indicazioni del GDPR.

Vediamo allora in breve cosa prevede il Reg. UE 679/2016.

Partiamo dal caso più semplice dove, seppur rivestendo le parti contrattuali la figura di Titolare del Trattamento, non si configuri una contitolarità ex art.26 GDPR. In questo caso, entrambi i titolari devono rispettare il GDPR e, in particolare, assumono tutte le responsabilità prescritte dal Regolamento e, tra l’altro, dall’art.24 dello stesso. Nell’ambito di quanto prescritto, il Titolare deve garantire che “il Trattamento è effettuato conformemente al presente Regolamento”, ovviamente anche se parte del trattamento viene eseguito da terzi ed indipendentemente dal ruolo da questi rivestito.

Possiamo, poi, avere un caso di contitolarità come definito nell’art.26 del GDPR. In questa fattispecie è evidente che le parti siano coobbligate al rispetto del GDPR e precisamente ad effettuare le determinazioni ex art.26 nei modi e termini da questo definito.

Abbiamo, quindi, la terza ed ultima casistica. Qualora ci siano i presupposti per procedere alla nomina del fornitore quale Responsabile del Trattamento ex art.28 GDPR.

L’art. 28 stabilisce che l’accordo vincolante per il responsabile esterno debba prevedere:

  1. L’obbligo di trattare i dati solo in conformità alle istruzioni ricevute dal Titolare;
  2. L’obbligo di garantire che le persone fisiche incaricate del trattamento siano state adeguatamente formate e istruite;
  3. L’obbligo di garantire di avere adottato tutte le misure organizzative e tecniche idonee ad assicurare un livello di sicurezza del trattamento adeguato al grado di rischio;
  4. In caso di subappalto, che deve essere sempre autorizzato, il responsabile garantisce che il proprio sub fornitore rispetti a sua volta gli obblighi di cui all’art. 28, rimanendo in ogni caso responsabile nei confronti del Titolare in caso di violazione o inadempimento;
  5. L’obbligo di assistere il Titolare nell’ipotesi di esercizio dei diritti da parte degli Interessati, nei casi di data breaches o qualora sia necessario effettuare una valutazione di impatto;
  6. L’obbligo di permettere attività di audit o di vigilanza da parte del Titolare e mettere a sua disposizione tutte le informazioni necessarie.

Quanto fin qui determinato, fa nascere obblighi su entrambe le parti contrattuali:

  • il committente e Titolare del trattamento oltre ad attivarsi per la redazione o l’aggiornamento dei contratti, dovrà scegliere oculatamente i propri fornitori e preoccuparsi che siano dotati di un sistema di gestione e trattamento dei dati in linea con le previsioni del Regolamento 679/2016 ovvero di dare ad essi istruzioni dettagliate sulle modalità di trattamento dei propri dati.
  • l’appaltatore, qualora venga definito come responsabile dovrà verificare di essere in grado di adempiere alle istruzioni del titolare nonché assicurarsi di essere dotato di modelli appropriati per l’identificazione e la revisione delle modalità di trattamento dei dati e per tempestivamente segnalare violazioni ai titolari.

L’aver predisposto un sistema di gestione del trattamento dei dati idoneo a garantite la conformità al Regolamento Europeo 679/2016 diventerà, a parere di chi scrive, uno dei requisiti che i committenti (titolari) dovranno valutare al fine dell’affidamento e della conseguente stipula del contratto di appalto, in particolare nell’ambito dei servizi.

Estrema attenzione andrà poi riservata da parte di tutti i soggetti interessati al momento della redazione del contratto alla definizione dei ruoli e degli obblighi.

In definitiva possiamo concludere che, in mancanza di adeguamento alle disposizioni del GDPR, non è possibile per l’appaltatore e/o il subappaltatore ricevere dal committente alcun dato personale. Questa impossibilità al trasferimento rende impossibile la realizzazione dell’oggetto del contratto e risulta, quindi, essere motivo di risoluzione contrattuale.

 

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Finanziamenti per la certificazione azienale ISO a Napoli

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Finanziamenti per la certificazione azienale ISO a Napoli

E’ stato approvato un Bando per l’erogazione di voucher per spese di adozione e/o implementazione di sistemi di certificazione volontaria nelle micro piccole e medie imprese della provincia di Napoli

Si comunica che con Determinazione Dirigenziale n.385 del 3/10/2017 è stato approvato un Bando finalizzato alla concessione di contributi volti a sostenere l’adeguamento di sistemi di certificazione volontaria nelle piccole e medie imprese di Napoli e provincia con l’intento di favorirne lo sviluppo economico, sociale e produttivo in termini di miglioramento di competitività, di qualità delle produzioni, sicurezza sui luoghi di lavoro e tutela ambientale, nonché di immagine complessiva dell’impresa.

Il bando prevede l’emissione di voucher a parziale copertura dei costi sostenuti dalle imprese fino ad un massimo di 6.000€ ( 50% del valore complessivo dell’intervento), per le seguenti spese:

  • Qualità: secondo la UNI EN ISO 9001: 2015 – Sistemi di gestione per la qualità;
  • Ambiente: secondo la UNI EN ISO 14001: 2015 – Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso;
  • Salute e Sicurezza sul Lavoro: secondo la OHSAS (Occupational Health and Safety Assessment Specification) – 18001: 2007;
  • Sicurezza alimentare: secondo la UNI EN ISO 22000: 2005 – Sistemi di certificazione della sicurezza alimentare;
  • Agroalimentare: secondo la UNI 22005: 2008- Certificazione del sistema di rintracciabilità nelle filiere agroalimentari;
  • Etica: secondo la norma SA (Social Accountability) 8000/2001 (Responsabilità sociale d’impresa) – Certificazione del grado etico e della responsabilità sociale di un´ azienda;
  • Anticorruzione: secondo la norma ISO 37001 – Anti-bribery management systems
  • Energia : secondo la norma ISO 50001;

Le domande dovranno essere inviate esclusivamente mediante l’utilizzo della procedura telematica, dalle ore 9.00 del giorno 30/10/2017 alle ore 9.00 del giorno 30/11/2017

se vuoi saperne di più scrivici a info@mqsconsulting.it

 

Uni en Iso 37001 elemento differenziante

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La norma Iso 37001 elemento differenziante

La norma Iso 37001, pubblicata il 15 ottobre 2016, e il Dlgs 38/2017 hanno fornito una ulteriore spinta alla lotta alla corruzione, rispettivamente in termini di impulso metodologico e di adeguamento alle convenzioni internazionali. Si tratta, certamente, di un passo in avanti alla lotta alla corruzione, a cui, tuttavia, deve corrispondere un ulteriore sforzo dalle organizzazioni dalle medie e piccole imprese, e da parte dei gruppi
aziendali.

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un proliferare di modelli organizzativi con scarsa effettività e ben distanti dalle realtà aziendali a cui facevano riferimento: un fenomeno dilagante di “copia –incolla” favorito
dai mezzi di comunicazione o da consulenti “tuttologi” più orientati alla teorizzazione che alla predisposizione di efficaci ed effettivi modelli organizzativi o da una una considerazione ridotta o residuale del fenomeno e della sua utilità da parte del management delle società.

Uno dei fattori chiave della reputazione delle organizzazioni e delle società è la capacità di operare con lealtà, correttezza, trasparenza, onestà e integrità e nel rispetto delle leggi, regolamenti, standard internazionali e linee guida, sia nazionali sia straniere, che si applicano al proprio business. Al fine di raggiungere tali elevati standard etici, le organizzazioni necessitano di un sistema di controllo, simile al sistema immunitario, in grado di intervenire automaticamente ogni qualvolta un “virus” aggredisce il corpo e
che abbia la capacità di modificarsi e adattarsi ai nuovi attacchi.

La nuova norma Iso 37001 rappresenta una guida e aiuta le società e le organizzazioni a creare le linee di condotta alla lotta alla corruzione attraverso una serie di controlli e di protocolli ben definiti.

Un’organizzazione, quindi, dovrebbe definire ruoli e responsabilità del management in tema anti-corruzione,redigere un modello organizzativo e di procedure finalizzato alla prevenzione di reati e di corruzione individuati nel risk assessment, effettuare formazione di tutti i livelli dell’organizzazione sulle tematiche anti-bribery, attuare opportuni controlli, due diligence e stress test in ambito finanziario, commerciale, contrattuale e sui processi di approvvigionamento, pianificare attività di reporting, monitoraggio, auditing e riesame e gestire azioni correttive e relative investigazioni finalizzate al miglioramento continuo.

È importante comunque evidenziare quanto Iso 37001 rappresenti con certezza una best practice, ma non superi in nessun modo le leggi vigenti. Va anche detto, inoltre, che, mentre un modello organizzativo ex Dlgs 231 si concentra sui fenomeni di corruzione a vantaggio dell’ente, un sistema di gestione conforme alla norma Iso 37001 dovrà efficacemente prevenire anche i fenomeni di corruzione passiva a vantaggio della persona fisica, elemento sul quale si concentra la legge 190/2012 e il Dlgs 38/2017.

In tali situazioni, il ruolo del consulente è quello di definire un modello che deve essere come un abito su misura: deve perfettamente adattarsi alle caratteristiche peculiari di ogni società ed essere implementato in maniera flessibile alle procedure e regole interne alla società in rispetto della normativa vigente, in modo che possa esserci interesse nella sua adozione.

I migliori risultati nell’implementazione di un modello organizzativo vengono raggiunti quando i consulenti e gli avvocati penalisti lavorano in modo sinergico sommando da un lato la capacità di individuare potenziali criticità nei processi interni all’azienda, dall’altro la conoscenza di un’ampia casistica di episodi problematici.

Fonte il Fatto quotidiano

Per essere competivivo MQS è la prima azienda ad aver formato consulenti per la costruzione di un  sistema anticorruzione in conformità alla iso 37001!

Contattaci ora per una valutazione del tuo asset organizzativo riceverai un report gratuito!

Direzione strategica.

Avv. Antea Fedi Responsabile del sistema anticorruzione ed appalti pubblici

Controllo tachigrafi corso per manutenerli

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Controllo tachigrafi corso per manutenerli

Ciao voglio informarti che il Decreto Dirigenziale del 12 dicembre 2016 afferma che le imprese sono obbligate a far sì “che i propri conducenti ricevano una formazione e istruzioni adeguate per quanto riguarda il buon funzionamento dei tachigrafi, che siano digitali o analogici, effettuano controlli periodici per garantire che i propri conducenti li utilizzino correttamente e non forniscono ai conducenti alcun incentivo diretto o indiretto che possa incoraggiare ad un uso improprio dei tachigrafi”

Le Imprese devono far partecipare il proprio personale al  corso di formazione sul buon funzionamento dei tachigrafi digitali ed analogici e in materia di istruzione dei conducenti  e di controllo sulle attività degli stessi, ai sensi del Decreto 12 dicembre 2016, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 27 dicembre ed entrato in vigore il 28 dicembre 2016 (durata minima 8 ore, validità 5 anni).

Il presente decreto disciplina i corsi di formazione sul corretto uso dell’apparecchio tachigrafico, analogico o digitale, dei conducenti definiti tali ai sensi del regolamento (CE) n. 561/2006, articolo 4 lettera c), che svolgono la propria attività, con o senza vincolo di subordinazione, in favore di imprese di autotrasporto di merci e persone, per conto proprio o per conto di terzi a norma dei regolamenti (CE) n. 561/2006 e (UE) n. 165/2014. Inoltre, tale decreto reca altresì disposizioni per assicurare il corretto assolvimento da parte delle imprese degli oneri di istruzione dei conducenti e di controllo sull’attività degli stessi di cui al regolamento (UE) n. 165/2014, articolo 33, commi 1 e 3 ed in particolare in relazione agli obblighi previsti dal regolamento (CE) 561/2006, articolo 10, commi 1 e 2.

MQS organizza percorsi formativi, qualificabile tra i soggetti abilitati all’erogazione dei corsi, così come previsto alla lettera c “ente accreditato allo svolgimento dei corsi di formazione professionale di 150 ore per i trasporto di viaggiatori e di merci per conto di terzi di cui al decreto del Ministro dei trasporti del 16 maggio 1991, n. 198;”

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Nuove imprese a tasso zero!

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disponibili altri 100 milioni di euro

Sono disponibili altri 100 milioni di euro su Nuove Imprese a Tasso Zero, la misura gestita da Invitalia e rivolta alle micro e piccole imprese promosse da una maggioranza di giovani o donne (leggi il Decreto).

Con questo rifinanziamento, dovuto a risorse liberate dal PON Sviluppo imprenditoriale locale 2000-2006, arrivano in tutto a 150 milioni di euro le risorse disponili sulla misura per tutto il territorio nazionale.

Pertanto Invitalia continuerà a valutare le domande di finanziamento man mano che arrivano, così da rispettare i tempi di istruttoria previsti per legge. Per presentare domanda di finanziamento lo sportello online di Invitalia è sempre attivo e le richieste già inoltrate sono in fase di valutazione.

Si ricorda inoltre che, chi viene ammesso alle agevolazioni di questa misura, in virtù di un accordo tra ABI, Mise e Invitalia, può utilizzare conti correnti vincolati, sui quali Invitalia accrediterà i contributi. Si potranno dunque pagare più velocemente i fornitori, riducendo così l’esposizione finanziaria delle aziende. All’accordo hanno già aderito Banca Popolare del Frusinate, Banca di Piacenza e la Cassa rurale ed artigiana di Boves – Banca di credito cooperativo.

Grazie a alla misura Nuove Imprese a Tasso Zero, Invitalia ha ammesso al finanziamento 171 nuovi progetti, impegnato oltre 42 milioni di euro di agevolazioni, sostenuto investimenti per 65 milioni e creato circa 1.000 nuovi posti di lavoro.

Il 34,5% delle imprese finanziate è nel settore manifatturiero, a cui seguono i servizi alle persone (28,1%) e il commercio (14,6%). Tra le regioni in cui sono localizzate le nuove aziende, la Campania è in testa, con 76 progetti.

Bandi di finanziamento napoli e campania

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AGEVOLAZIONI PER PROFESSIONISTI – BANDO DELLA REGIONE CAMPANIA

BENEFICIARI

Possono presentare domanda di agevolazione i liberi professionisti, in quanto soggetti che esercitano attività economica, che si trovino in una delle seguenti condizioni:

1.a) siano liberi professionisti in forma singola che abbiano eletto a luogo di esercizio prevalente Dell’attività professionale uno dei Comuni della Regione Campania;

1.b) siano “aspiranti liberi professionisti in forma singola” ossia persone fisiche, non ancora in possesso di una partita IVA riferibile all’attività professionale che intendono avviare. Tali soggetti sono tenuti, prima dell’adozione del provvedimento di concessione, ad:aprire la partita IVA riferibile all’attività professionale oggetto del programma di investimento presentato.

  • avviare tale attività professionale in un luogo di esercizio in Regione Campania;

1.c) associazioni tra professionisti mono e multidisciplinari aventi il luogo principale di esercizio nel territorio della Regione Campania.

TIPOLOGIA DI INVESTIMENTO

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento finalizzati all’avvio e allo sviluppo di attività professionali da svolgere in luoghi di esercizio ubicati sul territorio della Regione Campania che presentino spese in attivi materiali e immateriali per l’innovazione tecnologica e digitale pari almeno al 70% del programma di investimento.

Sono ammissibili al contributo regionale i Programmi che comportino spese totali ammissibili uguali o superiori ad Euro 5.000,00.

Sono ammissibili ad agevolazione le spese relative alle seguenti tipologie:

  1. Spese connesse all’investimento materiale:

a.1) macchinari, impianti professionali, attrezzature ad alta tecnologia, impianti finalizzati allo sviluppo di modalità di gestione digitale della attività professionale, hardware, a servizio esclusivo della sede di svolgimento, ad eccezione di quei beni utilizzabili per esigenze funzionali dell’attività professionale all’ esterno della sede amministrativa, per un importo massimo del 70% dell’investimento ammissibile;

a.2) arredi ed attrezzature varie (ivi compresi notebook e tablet) fino a un massimo del 20% dell’investimento ammissibile;

  1. Spese connesse all’investimento immateriale:

b.1) acquisto di brevetti e licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate, connessi all’esercizio della professione. Tali spese sono ammissibili alle agevolazioni fino ad un massimo del 30% dell’investimento ammissibile;

b.2) programmi informatici funzionali all’esercizio dell’attività professionale.

Rientrano in tali servizi, a titolo di esempio, le attività di progettazione di architetture telematiche, di hosting, di gestione data-base, ecc., a condizione che siano connessi al programma di investimento e funzionali all’attività professionale.

Tali spese sono ammissibili alle agevolazioni fino ad un massimo del 50%  ell’ investimento ammissibile.

CONTRIBUTI

L’agevolazione concedibile è pari ad un contributo in conto capitale a titolo di “de minimis”. L’intensità massima di aiuto per le spese è pari al 50% dei costi ritenuti ammissibili.

Il contributo massimo concedibile non potrà superare € 25.000,00.

ATTENZIONE: PER GLI INVESTIMENTI SUPERIORI AI 50.000,00 EURO ESISTE POSSIBILITA’ DI RICHIEDERE

UN FINANZIAMENTO BANCARIO ATTRAVERSO ISTITUTI DI CREDITO IN CONVENZIONE, DA AFFIANCARE ALL’ AGEVOLAZIONE DI CUI SOPRA.

Breast units network Napoli Campania

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Breast units network Napoli Campania

MQS Progetta sistemi organizzativi a garanzia del corretto utilizzo delle linee guida che stabiliscono la gestione del paziente oncologico in corso di terapia con farmaci antiblastici in ottemperanza al decreto 136 del 3 11 2016 della regione

Azioni d’ implementazione delle procedure

Le Aziende sanitarie devono provvedere a mettere in atto tutte le iniziative a tutela dei pazienti e degli operatori sanitari. Al fine di implementare continuamente il sistema di procedure adottate si dovranno porre in essere azioni che comprendano il coinvolgimento del paziente e dei familiari nel processo di cura.

Nel dettaglio promuovendo iniziative per favorire la comunicazione e l’integrazione tra gli operatori sanitari e tra operatori sanitari e pazienti genitori/caregiver, individuando strategie e interventi per promuovere l’umanizzazione delle cure oncologiche che richiedono una stretta condivisione e sinergia tra gli attori coinvolti nelle diverse fasi della malattia.

La Formazione è un altro aspetto che le Direzioni aziendali devono curare nella gestione di tali processi, è responsabilità di ciascuna Azienda sanitaria, delle Unità operative e dei singoli professionisti assicurare ed attuare una costante formazione professionale.
Il percorso di formazione deve essere specifico, continuo e sistematico affinché tutti gli operatori sanitari mantengano le appropriate conoscenze e abilità definite secondo i diversi profili professionali, a consuntivo di tali attività deve essere attuato costantemente un sistema di valutazione delle competenze sulla base di standard riconosciuti e documentati a livello nazionale ed internazionale

7. Monitoraggio e controllo

Pertanto le Direzioni aziendali dovranno adottare strumenti di salvaguardia e controllo per la prevenzione degli errori in terapia che vanno condivisi e diffusi presso tutti gli operatori sanitari, tra essi assumono fondamentale importanza :
a) Studio e analisi dei rischi. per analizzare i problemi di affidabilità delle terapie oncologiche.

b) Sistemi per la segnalazione di eventi avversi e near miss. In tutte le Strutture sanitarie va implementato il sistema di gestione delle segnalazioni spontanea di eventi avversi allo

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scopo di predisporre idonee misure e risorse in osservanza alle norme vigenti in Farmacovigilanza quali la Direttiva n.2010/84/UE ed il Regolamento Europeo n. 1235/2010. ed il decreto del Ministero sanità del 30.04.2015 che ne recepisce le azioni regolatorie.

c) Audit clinici. E’ altresì necessario che siano condotti Audit clinici per la valutazione dei processi al fine di mettere in atto adeguate azioni correttive e/o di preventive.
d) Check list anche attraverso strumenti automatizzati. Per garantire che siano raggiunti gli obiettivi di sicurezza prefissati è consigliato (dalla prescrizione alla somministrazione) l’uso delle checklist, che devono essere validate prima dell’utilizzo in funzione del processo da sottoporre a controllo.

e) Foglio unico di terapia. Il Foglio unico (Scheda unica) di chemioterapia è uno strumento di prevenzione degli errori da introdurre con atto formale aziendale, previa diffusione e formazione degli operatori sanitari.
f) Lista dei farmaci ad alto livello di attenzione. La lista dei farmaci ad alto livello di attenzione o alto rischio, diffusa e aggiornata periodicamente consente un’informazione costante dei farmaci antineoplastici presenti nella Struttura sanitaria e delle loro caratteristiche di farmacocinetica e farmacodinamica.

Nel dettaglio tali strumenti vanno calati nelle realtà territoriali delle tre aree del SSN interessate alla gestione del processo :

1. l’assistenza ospedaliera, che si sostanzia nelle strutture sanitarie che detengono le risorse ed erogano servizi per la diagnosi, il trattamento e il monitoraggio della malattia;

2. l’assistenza distrettuale, che eroga servizi sul territorio in strutture dedicate e presso il domicilio del paziente per il supporto delle pazienti al di fuori dell’assistenza ospedaliera;

3. i pazienti, che si muovono all’interno del sistema tra la struttura sanitaria e il proprio domicilio e ai quali devono essere forniti servizi sanitari e assistenziali a livelli di qualità elevati.

La valutazione ,su tali aree del sistema SSN, degli impatti e l’identificazione dei benefici e delle criticità del percorso di presa in carico e cura di pazienti con tumore non può prescindere dall’identificazione degli indicatori di volume, processo,outcome e saturazione delle risorse che si possono utilizzare per le relative valutazioni.

Indicatori di volume:

• Numero di pazienti in terapia,

n. 75 del 14 Novembre 2016

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n. 75 del 14 Novembre 2016

  • Numero di Protocolli utilizzati
  • Numero di Chemioterapie prescritte
  • Numero di Chemioterapie somministrate
  • Numero di Fogli di Lavoro sviluppati
  • Numero di pazienti indirizzate alle cure palliative
  • Numero di pazienti che hanno ricevuto un intervento chirurgicoIndicatori di processo:
  • Numero medio di giorni di ricovero (ordinario e DH)
  • Numero medio di ricoveri (ordinari e DH)
  • Numero medio di visite ambulatoriali di controlloIndicatori di saturazione delle risorse:
    • Numero di PET
    • Numero di T AC
    • Numero di Mammografie
    • Numero di Ecografie
    • Numero di RMN (per singola paziente e totali)
    • Numero casi di mobilità attiva e passiva regionale
    • Costo del ricovero ospedaliero per pazientiPer quanto riguarda poi l’asse ospedale-territorio, nonostante il prevedibile aumento della spesa
      farmaceutica dovuto all’utilizzo di nuovi farmaci innovativi spesso molto costosi, si possono prevedere per l’assistenza ospedaliera i seguenti benefici:

      1. riduzionedeitempidiricoverodellapaziente;
      2. ottimizzazione del dimensionamento e utilizzo delle risorse diagnostiche,chirurgiche, terapeutiche, ecc.;
      3. migliorallocazionedellerisorseprofessionali(medici,infermieri,ecc.);
      4. migliorindicedioccupazionedeipostiletto.

      I dati rilevabili nelle quattro categorie di indicatori sono tutti da considerare sul periodo temporale annuo.

www.breastcentresnetwork.org

Uni iso 31000:2010 gestione del rischio

News, Sistemi di gestione per la qualità

PREMESSA

a

L’introduzione alla nuova norma UNI ISO 31000:2010 riporta: “Le organizzazioni di tutti i tipi e Dimensioni si trovano ad affrontare fattori ed influenze interni ed esterni che rendono incerto il raggiungimento dei propri obiettivi. Il rischio è l’effetto che questa incertezza ha sugli obiettivi dell’organizzazione.”

 

Tutte le attività di un’organizzazione comportano dei rischi: la loro gestione può essere applicata in qualsiasi momento a un’intera organizzazione, alle sue numerose aree e livelli, così come alle specifiche funzioni, progetti e attività.

Applicabile a qualunque tipo di rischio, la UNI ISO 3001 “Gestione del rischio – Principi e linee guida” può essere utilizzata da imprese pubbliche, private o sociali, associazioni, gruppi o individui e, pertanto, non è specifica per alcuna industria o settore.

Per far sì che la gestione del rischio sia efficace, un’organizzazione dovrebbe, a tutti i livelli, seguire gli 11 principi riportati nella norma; il successo della gestione del rischio dipende inoltre dall’ efficacia della struttura gestionale di riferimento, che definisce le basi e gli assetti organizzativi per progettare, attuare e migliorare in continuo la gestione del rischio, nonché per integrare la stessa all’ interno dell’organizzazione.
A tal fine, la norma fornisce indicazioni relative a:

  • l’impegno costante da parte della direzione per l’introduzione di una efficace gestione del rischio e per la relativa definizione di politica e obiettivi
  • la progettazione della struttura di riferimento per gestire il rischio
  • la definizione delle responsabilità
  • l’integrazione della gestione del rischio nei processi organizzativi
  • l’assegnazione delle risorse
  • i meccanismi di comunicazione e reporting (interni ed esterni)
  • l’attuazione della gestione del rischio
  • il monitoraggio, il riesame e il miglioramento continuo della struttura di riferimento.

Il processo di gestione del rischio comprende, come indicato nella norma, un piano per la comunicazione e consultazione degli stakeholder, la definizione del contesto, l’identificazione e l’analisi del rischio, la sua ponderazione, trattamento, monitoraggio e riesame e la registrazione del processo stesso.

La UNI ISO 31000 è l’adozione nazionale – in lingua italiana – della norma internazionale elaborata dal comitato tecnico ISO/TMB WG “Risk management”.
A livello nazionale il tema della gestione del rischio è di competenza della Commissione tecnica UNI “Sicurezza della società e del cittadino”, Sotto- Commissione “Gestione del rischio”.

Per definire invece i termini di base relativi alla gestione del rischio, nel catalogo UNI è presente la norma UNI 11230 “Gestione del rischio – Vocabolario” che costituisce un riferimento generale applicabile a tutte le organizzazioni, al fine di promuovere un approccio coerente per la descrizione della gestione del rischio e l’utilizzo della terminologia pertinente.

FONTE UNI.

UNI ISO 37001:2016 anticorruzione, il mercato dei lavori pubblici ora ha un’alleato in più

News, Sistemi di gestione per la qualità

il Mercato

  • Oggi il marcato dei lavori pubblici ha un nuovo alleato,  per aiutare le organizzazioni a combattere la corruzione e promuovere una cultura d’impresa etica, la ISO 37001 è la grandissima novità.

Questa norma prevede una serie di misure per aiutare le organizzazioni a prevenire, individuare e affrontare la corruzione.

  • Queste misure comprendono l’adozione di una politica anti-corruzione; la designazione di un incaricato a sorvegliante della compliance, della formazione, della valutazione dei rischi; l’implementazione di controlli commerciali e finanziari; l’istituzione di procedure di segnalazione e indagine.

La ISO 37001 è uno strumento flessibile e scalabile e, in quanto tale, è rivolta a tutti i tipi di organizzazione, grande o piccola, pubblica o privata. La norma è stata pubblicata maggio2016.

  • Anche nella nuova ISO 37001 verrà utilizzata la metodologia PDCA.
    La ISO 37001, quindi, sarà uno specifico standard in materia di prevenzione della corruzione, basato sulla valutazione dei rischi (uni iso31000), che ha l’obiettivo di aiutare le organizzazioni pubbliche, private o non governative, di qualsiasi dimensione, a combattere il compimento di atti corruttivi, da parte dei propri dipendenti e collaboratori o da qualunque soggetto che agisca in suo nome, e per favorire il diffondersi di una cultura aziendale basata sull’etica e sulle buone pratiche commerciali.

Oggi nei bandi di gara comincia a diventare fondamentale possedere questa certificazione

 

I nostri consulenti ti possono aiutare a valutare l’idoneità del tuo sistema o aiutarti a definire le migliori soluzioni organizzative adatte alla tua realtà.

 

 

La sicurezza passa dai laboratori di prova accreditati

News

E tu sei pronto a fare la differenza?
Sai cosa significa #accreditare il tuo #laboratorio?
E’ un processo attraverso il quale potrai garantire un risultato univoco, ripetibile e accurato ottimizzando la gestione del tuo lavoro e soprattutto del tuo tempo con procedure a prova di talento.

La chimica è alla base di molte attività manifatturiere italiane, dall’agroalimentare alla farmaceutica, dall’aeronautica all’auto, dal tessile alla meccanica e quindi riguarda la maggior parte dei prodotti con cui veniamo in contatto quotidianamente: ecco perché sono fondamentali in questo settore la sicurezza e la garanzia dei controlli. Oggi l’attenzione dell’opinione pubblica riguardo al tema della sicurezza è più sviluppata rispetto al passato. La buona notizia è che il settore chimico in Italia è tra i più sicuri e possiamo vantare un record positivo collocandoci al penultimo posto nella graduatoria degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Nei vari settori industriali, ACCREDIA è l’ente che accredita i laboratori che effettuano le prove e le analisi, garantendone imparzialità e competenza in conformità alla normativa tecnica internazionale, dal momento che l’indipendenza e la preparazione tecnica e professionale del personale del laboratorio sono verificate in funzione degli specifici ambiti operativi, e le sedi e le attrezzature utilizzate per le prove tecniche sui prodotti sono controllate per attestare correttezza e attendibilità dei risultati. L’accreditamento in alcuni settori è obbligatorio mentre in altri è una scelta volontaria, sempre più percepito come strumento di garanzia del rispetto degli standard ma anche di maggiore competitività, poiché rappresenta un’ulteriore garanzia di affidabilità e sicurezza dei prodotti e dei servizi certificati, nonché delle prove e delle tarature eseguite dai laboratori specializzati. Prove e analisi svolte dai laboratori accreditati, in particolare, sono presupposto per gli scambi commerciali anche a livello internazionale, dal momento che in virtù della partecipazione di ACCREDIA ai network mondiali di accreditamento – EA, IAF e ILAC – permettono ai prodotti sottoposti ai test accreditati di circolare liberamente nei mercati delle principali economie del mondo, evitando i costi e i tempi di ulteriori controlli nei Paesi in cui vengono esportati.

L’accreditamento delle prove nel settore chimico I laboratori di prova sono accreditati da uno dei tre dipartimenti di ACCREDIA, che valuta anche l’attività degli organismi di certificazione, ispezione e verifica e dei laboratori di taratura. Per il dipartimento laboratori di prova operano 22 funzionari tecnici e oltre 300 ispettori di cui 113 con competenze specifiche nel settore della chimica analitica. Nel 2015 sono state condotte oltre 8mila giornate di verifica sui 1.135 laboratori accreditati in tutta Italia. In particolare le prove di tipo chimico si svolgono prevalentemente nell’ambito delle analisi ambientali e per la sicurezza degli alimenti. Sicurezza dell’acqua Sono 300 i laboratori accreditati che analizzano le acque di scarico in conformità al decreto legislativo n°152 del 2006 e circa 200 laboratori si occupano di controllare le acque destinate al consumo umano. Analisi e classificazione dei rifiuti La legge prevede che i controlli sui rifiuti siano effettuati da laboratori competenti. L’analisi è effettuata da circa 300 laboratori chimici che analizzano e classificano i rifiuti; di questi la maggior parte ha scelto la strada dell’accreditamento per una maggiore garanzia e imparzialità dei controlli realizzati. Qualità dell’aria Sono le grandi imprese ad avere un impatto maggiore sull’aria. Ecco perché le aziende che emettono sostanze potenzialmente pericolose per la salute umana e compromettenti per la qualità dell’atmosfera devono ottenere un’autorizzazione. In questo settore operano circa 110 laboratori accreditati che analizzano le sostanze rilasciate in atmosfera. Cibo sicuro I laboratori accreditati per analizzare gli alimenti sono circa 200 e controllano i materiali a contatto con gli alimenti e la presenza di contaminanti. Non mancano i controlli sul vino che vedono impegnati 146 laboratori che svolgono analisi preliminari al rilascio dei marchi di certificazione di origine.

fonte: Green Planner Magazine